Un'altra ricetta veloce-veloce con ingredienti decisamente comuni, ma con un risultato bello sfiziosetto.
Innazitutto una lista degli ingredienti, basandoci sempre su una preparazione per due persone:
-4 hg di petti di pollo
-n°8 pomodori pachino
-Peperoncino in polvere od a pezzettini
-Aglio (uno spicchio, anche tritato)
-Cipolla (30g)
-Farina di tipo 00 o Maizena
-Sale, Olio extravergine d'oliva
-Salsa di soia (una bottiglina...sempre utile!)
-Origano
PREPARAZIONE:
Allora inanzitutto occupiamoci dei nostri petti pollo, che sarà nostra premura tagliare in pezzetti, di non grande entità. Passiamo ora ai nostri otto pachino, che taglieremo facendone di ognuno quattro parti. Poi prendiamo la bella, indispensabile padellona (Wok, si preferisce) e facciamo un giretto breve con una base di olio extravergine d'oliva, a cui aggiungiamo aglio tritato od in spicchio ed i nostri 30 grammi di cipolla, a pezzetti. Facciamo rosolare brevemente, poi passiamo all'aggiunta nella padella dei pezzetti di pollo e dei pachino tagliati in precedenza. Portiamo il tutto in fiamma medio-bassa, per circa 5 minuti, intervallando con un cucchiaino di peperoncino ai pezzettini o polvere, mescoliamo un pò e lasciamo cuocere, sinchè non notiamo che il pollo inizia ad impallidire per la cottura, circondato dal sughetto che rilasceranno i pachino. Aggiungiamo due cucchiai di farina e continuiamo a girare i pezzi, evitando che essa attacchi in padella, per circa un minuto e mezzo. Aggiungiamo ora un mezzo giro di salsa di soia dalla nostra bottiglina (giusto un leggero goccio), ed una spizzicata di sale, continuando sempre a mescolare per una trentina di secondi.
Ora siamo pronti a servire e, non appena si adagia nel piatto, poniamovi delicatamente ai lati una bella corona di origano tritato. Olè!
La buona cucina è una delle meraviglie del mondo contemporaneo, il "gusto" nella sua massima espressione letterale! Sbirciate nell'archivio fumante, anche solo per trovare qualche idea, suggerimento od informazioni utili.....prima di sedervi a tavola....e godere!
lunedì 23 aprile 2012
venerdì 20 aprile 2012
INGREDIENTE: La Magnosa o Cicala di Mare
Parliamo oggi di un crostaceo, usato molto spesso come ingrediente in molti sughi della cucina marinara italiana. Mi riferisco alla Magnosa, o cicala di mare (da non confondere con le omonime ma differenti "Pannocchie" o "Cannocchie"), che spesso e volentieri con il suo pronunciato sapor dolce, funge da vero e proprio fiore all'occhiello per la preparazione dei primi (quelli in sugo rosso in particolare come la ricetta dello "Scoglio"), senza disdegnare un ruolo da prima attrice nella composizione della zuppa di crostacei.
E' presente in molti mari, dall'Oceano Pacifico al Mar Meditterraneo e predilige il fondale prettamente roccioso, andandosi sovente a rintanare nelle insenature. Con testa piatta di forma quadrangolare e corazza molto spessa, viene pescata in dimensioni variabili e si può trovare in commercio da una pezzatura di 10 cm sino ai 40 cm, per un peso addirittura di 2kg. Ovviamente per la preparazione di un sugo misto o di un brodo (ed anche per le nostre tasche!), si predilige la pezzatura molto piccola, la quale è più versatile in fase di preparazione, ha un discreto effetto scenico e si consuma meglio, in quanto basterebbe un semplice taglio verticale di forbice, sul loro dorso.
Infatti questo crostaceo, quando si riesce a trovare a prezzi abbastanza abbordabili ibn commercio (dai 12 ai 22 euro al chilo, mediamente), riesce a conferire un sapore molto gradevole al sugo e, nelle ricette particolarmente elaborate, può benissimo sostituirsi od affiancare l'astice. Per provarne in piccolo, il particolare sapore potete anche improvvisare due spaghetti "alla cicala", facendo soffriggere in pentola la classica base di aglio ed olio extravergine (preferibilmente di alta qualità e particolarmente denso), sino a rosolatura. In seguito aggiungete polpa di pomodoro (fatta da voi od in barattolo, preferibilmente a pezzettoni e di alta qualità) e mandate in ebollizione. Parallelamente in altra pentola, mettete l'acqua a bollire, vi servirà per la pasta. In fase di ebollizione incidete verticalmente il dorso delle cicale (se di pezzatura piccola, usatene una per persona) e mettetele nella pentola dove sta bollendo la polpa di pomodoro, avendo premura di correggere con sale il sugo evitando che sciapisca....quindi ogni tanto assaggiate! Fatto ciò, lasciare in ebollizione per circa 25 minuti, ma al 12° minuto (od in base al tempo di cottura della pasta che sceglierete) ovviamente mettete in cottura la pasta. Dopo i fatidici 25 minuti, scolate la pasta e passatela in padella assieme al sugo. Mantegare bene, eventualmente allungando un pochino con olio extravergine e poi servire. Olè!
FOTO: Cicale appena bollite nel sugo, pronte ad esser mantegate e servite. Foto realizzata grazie al Ristorante al 58 (Santa Marinella).
Mr.B.
E' presente in molti mari, dall'Oceano Pacifico al Mar Meditterraneo e predilige il fondale prettamente roccioso, andandosi sovente a rintanare nelle insenature. Con testa piatta di forma quadrangolare e corazza molto spessa, viene pescata in dimensioni variabili e si può trovare in commercio da una pezzatura di 10 cm sino ai 40 cm, per un peso addirittura di 2kg. Ovviamente per la preparazione di un sugo misto o di un brodo (ed anche per le nostre tasche!), si predilige la pezzatura molto piccola, la quale è più versatile in fase di preparazione, ha un discreto effetto scenico e si consuma meglio, in quanto basterebbe un semplice taglio verticale di forbice, sul loro dorso.
Infatti questo crostaceo, quando si riesce a trovare a prezzi abbastanza abbordabili ibn commercio (dai 12 ai 22 euro al chilo, mediamente), riesce a conferire un sapore molto gradevole al sugo e, nelle ricette particolarmente elaborate, può benissimo sostituirsi od affiancare l'astice. Per provarne in piccolo, il particolare sapore potete anche improvvisare due spaghetti "alla cicala", facendo soffriggere in pentola la classica base di aglio ed olio extravergine (preferibilmente di alta qualità e particolarmente denso), sino a rosolatura. In seguito aggiungete polpa di pomodoro (fatta da voi od in barattolo, preferibilmente a pezzettoni e di alta qualità) e mandate in ebollizione. Parallelamente in altra pentola, mettete l'acqua a bollire, vi servirà per la pasta. In fase di ebollizione incidete verticalmente il dorso delle cicale (se di pezzatura piccola, usatene una per persona) e mettetele nella pentola dove sta bollendo la polpa di pomodoro, avendo premura di correggere con sale il sugo evitando che sciapisca....quindi ogni tanto assaggiate! Fatto ciò, lasciare in ebollizione per circa 25 minuti, ma al 12° minuto (od in base al tempo di cottura della pasta che sceglierete) ovviamente mettete in cottura la pasta. Dopo i fatidici 25 minuti, scolate la pasta e passatela in padella assieme al sugo. Mantegare bene, eventualmente allungando un pochino con olio extravergine e poi servire. Olè!
FOTO: Cicale appena bollite nel sugo, pronte ad esser mantegate e servite. Foto realizzata grazie al Ristorante al 58 (Santa Marinella).
Mr.B.
giovedì 19 aprile 2012
RICETTA: Gnocchi di riso con pollo e zucchine in salsa di soia
Ora passo alla disamine di tutto quel che vi occorre:
INGREDIENTI x 2 persone:
-2 hg di zucchine (che dovrete tagliare molto minuziosamente o a "mezzaluna" o a "cubetti" oppure alla "Julienne", in base ai vostri gusti, basta che non vi sia moltissimo spessore.
-1,5 hg di petto di pollo, anch'esso dovrete prepararvelo ben tagliato a pezzetti
-Salsa di Soia (una bottiglina sempre utile..)
-Uno spicchietto d'aglio, meglio tritato
-30 g di cipolla
-Olio extravergine, sale
PREPARAZIONE
mercoledì 18 aprile 2012
La Casetta di Arzillo (Furbara/Sasso)
Arzillo sarò io......ancora io....allorquando dopo cotanta sfilata di leccornie, m'alzerò e ti dirò: taglia! Quella bestia di bisteccona, lombo et filetto......sarà la mia ricompensa, per non essermi perso nulla, proprio nulla!
E' un posto che ho felicemente scoperto per caso, poichè passeggiando una sera all'imbrunire (in dolce compagnia...chiaro) sulla via Aurelia, mi venne alla mente di voltare a Furbara ed addentrarmi nell'entroterra della strada del Sasso. Il Sasso appunto, è li che dovevo andare ignaro che il lunedì è un giorno per i ristoratori pieno di croci....perchè il riposo è sacro sì, tuttavia affama...se proprio di lunedì.... tu capiti nei panni di colui che si candida alla mensa!Volevo insomma cenare ed anche tanto, avrei dato il meglio di me, ma sfortuna vuol che arrivati al Sasso troviamo tutto chiuso, tranne un'attività che, vista dalla strada, tutto voleva meno che due intrusi....visto che stava servendo un vistosissimo buffet e cocktail all'esterno (roba di tendenza, per chi vuol tendere o provare a tendere.....). Va bhè, non avevo bisogno di roba così, mi serviva un posto genuino...dove sfogare il mio appetito, ed incontrare gente alla mano, senza puzza sotto il naso e sincera, quando ci si intende di cucina e di carne, nella fattispecie. Pertanto sconsolato imboccavo la via del ritorno, quando d'un tratto appare un lumicino sempre in via Furbara-Sasso, proprio alla fine del monte, in direzione della località Due Casette. Vediamo un'insegna accesa e col fiuto del "vada come vada io ho fame, cavolo", voltiamo per entrare in un piccolo piazzalino in ghiaia adibito a parcheggio, nel cuore della campagna. Proprio di fronte, un simpatico capannone, come quelli di una volta, molto ben risistemato ma dall'aspetto ancora molto evocativo e sincero, insomma di quella semplicità e calore che t'invogliano ad entrare. E così è stato e posso confermare che ogni impressione positiva avuta all'esterno, non è stata affatto tradita.
Varcata la soglia vediamo dunque una discreta schiera di tavoli esterni, buona parte dei quali occupati e, sul lato destro, un grande caminone non distante dal quale stava un frigo a vetrina simile a quello della macelleria, ricco di ogni bene che la carne possa annoverare. La cosa molto simpatica è che alcune persone si recano proprio verso quel frigo e, similmente a come si suol in macelleria, scelgono il tipo di carne che vogliono mangiare, se la fanno tagliare dal titolare (che è sapiente, il deus ex machina di quest'arte).....poi questa va dritta dritta alla brace!!
Insomma, non vedevo l'ora di sedermi. Optai, anche per curiosità, di andare oltre la veranda esterna ed accomodarmi in sala, all'interno della gagliarda "casetta", dove l'ambiente è ancora più simpatico: tavoli in legno, tovagliette in cartapaglia, arredamento caldo stile trattoria, ma con un tocco di pub all'inglese, con un bancone molto ricco e sponsor d'epoca dipinti a mano sulle pareti. All'interno vi saranno una trentacinquina di posti, più qualche tavolo più riservato posto sul soppalco della struttura. Appena seduti il cameriere, molto simpatico e confidenziale ci illustra le specialità della serata, indirizzandoci sul loro antipasto della casa e poi sui primi, tutti rigorosamente a base di specialità di terra accostati alla pasta all'uovo. E così fu, arrivato l'antipasto misto in un grosso tagliere di legno iniziammo la degustazione di varie specialità: da una vasta scelta di salumi (prosciutto, speck, lonza, salame, salame piccante..) ai formaggi e ricotta fresca, a verdure cotte con salsine particolari, ai tortini.....tutto buono, abbondante ed originale, insomma tanta roba e non proprio il solito antipasto. Assai, assai meritevole di esser sempre preso!! Per primo, secondo le ricette della moglie del titolare, abbiamo ordinato un sugo ottimo con speck, zucchine e pachino e fettuccine al cinghiale, in più un assaggio di orecchiette alla ricotta. Una bella panoramica e tutto gustoso, con porzioni molto abbondanti......ed io malgrado una ricchissima mangiata ero ancora in piedi, pronto al grande salto....verso il regno della ciccia, racchiuso in quel frigo a vetrina MAGICO, MAGICO. Quindi olè, al ripasso del cameriere ordiniamo una entrecote (lei, non molto abbondante per ovvie ragioni) ed una bella bistecca lombo e filetto con osso, di peso sostenuto in media cottura, accostata a cicoria ripax in padella. Follia, troppa roba? No....signori! Ebbene dopo una cena già ottima, dopo venti minuti raggiungiamo il livello d'eccellenza, con una delicatissima entrecote alla brace per mia moglie ed un monumento di bisteccona al sangue per me, altissima....trabordante dal piatto....impossibile resisterle, a costo di prendere in affitto una seconda pancia! E così, da una esperienza culinaria molto intensa, ho scoperto che alla Casetta di Arzillo, la carne è di qualità superiore, ottima sarebbe diminutivo....e lavorata da sapienti mani, secondo i giusti canali anche di rifornimento.
Malgrado fossi strapieno, avendo mangiato per tre, non riuscivo a togliermi dalla testa che quello era il miglior ristorante dove poter mangiare carne della zona ed infatti ora andiamo solo ed esclusivamente da Arzillo, e se è pur vero che vi sono ristoranti molto buoni a non molta distanza....da Arzillo c'è qualcosa di più....dalla confidenzialità, alla simpatia, al calore, alla semplicità......alla carne sopraffina. Il costo medio va (dipende dalla qualità della bevanda e dal peso della carne che si va ad ordinare) dalle 25 alle 35 euro a persona, ma si torna a casa con due chili di roba in più mai tanto desiderati.
E' proprio vero che a volte i posti scoperti per caso si rivelano i migliori....e dopo, pur ringraziandolo, nulla sarà lasciato...al caso!!
Prenotazione consigliata, se volete darci dentro con la carne però il consiglio (non fate come me, non potreste!) è lasciargli il giusto spazio all'interno del pasto, evitando di arrivarci sazi, perchè merita veramente e poi come si suol dire, provare per credere. Vi posto pure una utilissima mappetta retrostante il bigliettino da visita!
SCHEDA:
-NOME: La Casetta di Arzillo
-INDIRIZZO: Via Furbara Sasso 102 (Roma)-
-TELEFONO:06.99079406
-GIORNO DI CHIUSURA: mercoledi
-PARCHEGGIO: ampio
-PARCHEGGIO: ampio
martedì 17 aprile 2012
Il Churrasco (Civitavecchia)
Lino, sopraffino...al camino!!!!!!!

Vi piace la carne e non vi va di addentravi nell'entroterra del litorale nord di Roma?
Beh inauguriamo il nostro tour dicendo che il Ristorante "il Churrasco"
fa decisamente al caso vostro ed è appena fuori dal centro urbano di
Civitavecchia, a circa un'ora da Roma. La gestione è giovane ma esperta:
subito appena si entra c'è un grosso caminone con braci e carni
ruspanti ad inebriarvi col loro odore. Il locale, per quanto regni
un'accomodante atmosfera familiare, è molto fine e lo si nota anche dai
più piccoli particolari d'arredamento, dalle sedie al palquet,
dall'attenta apparecchiatura, ai riflessi su bicchieri e posate che
conferisce l'impianto d'illuminazione. Subito, fame esclusa, ci si mette
a proprio agio. Ma andiamo al sodo e cominciamo a parlare di cucina:
assolutamente da provare il loro antipasto misto di terra, magari
dividendolo in due, perchè è veramente vasto e vario....da soli,
stavolta fame inclusa, vi stende!
Si
inizia con le varie bruschette ai pomodori, salame e prociutto, per
andare alle salsicce secche, ad una salsa di fagioli, ai fiori di zucca,
ai cavoli, ai formaggi veramente gustosi, per chiudere con una fumante
salsa di fegatelli magistrale(da provare sulla bruschetta!). Ad ogni
modo aspettatevi dei gradevoli innesti, poichè al Churrasco l'antipasto
si evolve e varia spesso nel tempo e nelle stagioni. I primi sono alla
giornata, ricalcando la tipica cucina romana ed occorre sentire dalla
viva voce del cameriere che cosa propone la casa; ma se è la carne che
avete in mente io consiglio sempre di accoppiare antipasto + secondo,
perchè altrimenti sarete costretti a deporre le armi senza ancora che il
bello si sia presentato al vostro cospetto. Ed ecco allora che a scelta
potrete sbizzarrirvi nell'Impero della ciccia, si parte dalle costate
nazionali (sino ad un chilo senza osso), per arrivare alle argentine ed
alle danesi. C'è poi anche un vasto assortimento di filetto, spiedini e
di salsiccia.....tutto rigorosamente alla brace. Insomma,
ottimo.......ma dovete decisamente inaugurare con una bella bistecca
nazionale da 7-8 etti senza osso!!!
Prezzo: dalle 25 alle 40 euro a persona per un menù di carne.....si può fare eccome!
SCHEDA:
-NOME: Il Churrasco
-INDIRIZZO: Via Aurelia Nord 18/B -Civitavecchia (Roma)-
-TELEFONO: 0766.35766
-GIORNO DI CHIUSURA: Martedì
Capperi! (Roma)
Ok, aspetto....capperi! Aspetto.....poi mi seggo...ed infilzo lama...e forca...into panzerotti...e poi magno, si magno.....e.....aho...la bistecca sta a scappaaa!!! Wait!!!! Tienimi my panzerotti....ti prego save my panzerotti!!!
Ristorante
molto bello ed accogliente, situato ad angolo in Via Damiano Chiesa a
Roma. Appena arrivati, la cosa che balza subito all'occhio è un notevole
movimento di persone nei dintorni dell'entrata e, se è così,
sicuramente qualche buon motivo ci sarà.
Una
volta a tavola e dopo le prime degustazioni, le ipotesi divengono
certezze: il movimento è più che giustificato; il posto merita e stare
seduti nei suoi ambienti regala momenti preziosi; quindi chiedete subito
il biglietto da visita con il numero di telefono...vi sevirà!
Ah, una cosa importante: in rete si legge che "Capperi!" sul sabato
sera non prende prenotazioni, per non rischiare di scontentare le tante
persone che si recano ivi a cena...consiglio di verificare questa
indiscrezione, anche perchè quando ci sono andato io era di venerdì sera
ed avevo regolarmente prenotato all'ora di pranzo. Appena si entra si
nota che è un locale molto ben curato, diviso in varie zone, ognuna
molto grande e spaziosa. L'atmosfera è calda, raffinata, ma anche con un
tocco di familiare rusticità esaltata anche dal mobilio e dalle
rifiniture in legno.
Ogni zona del locale
che, tra l'altro è molto grande, mantiene sempre la sua intimità ed il
servizio da subito dimostra simpatia ed efficienza, per nulla dispersivo
od eccessivamente formale, vista anche la bella immagine di locale alla
moda che "Capperi!" conferisce, nonostante le tante persone in
contemporanea sedute a tavola. Insomma per quanto sia un posto pieno di
gente, la confusione non regna mai sovrana e ci si sente da subito a
proprio agio.
Il menù Pizzeria è estremamente
vario, si va dall'antipasto dove spiccano Supplì, crocchette ed olive
ascolane (in questo caso, provare per credere, espresse e fatte in
casa), per arrivare a pizze e calzoni di tutti i tipi. Personalmente ho
provato il Ristorante e quindi sarò più dettagliato su questo punto.
Come antipasto si può optare per un antipasto di terra, oppure bisogna
assolutamente provare il loro "fungone"; ma andiamo ai primi perchè se
siete venuti per la carne è qui che si inizia a fare sul serio con gli
ottimi "strozzapreti al Ragù Umbro" con carne, funghi e tartufo nero in
sugo rosè. In alternativa, tra i vari, c'è anche un piatto tipico della
cucina romana come i "Tonnarelli cacio, pepe e fiori di zucca", in sugo
bianco. Nota importante: le porzioni sono abbondanti...vi rifarete gli
occhi.
Per i secondi c'è da sbizzarrirsi con
la carne: Bistecche di Vitello dai 300 grammi in su, Fiorentine a scelta
da 500 grammi ed oltre, Stinco di Vitello (per due persone), filetto,
salsiccie, Grigliata Mista, Petto di pollo oppure succosi hamburger "alla capperi",
ossia giganteschi ammassi di carne macinata fumante con provola sopra.
Ogni secondo viene servito su piatti enormi, incorniciati con
sottopiatti in rame incandescenti, accompagnati da patate al forno e
verdure....un autentico spettacolo per la vista. Il prezzo è di media
fascia, un pasto completo base di carne con vino della casa vi viene
sulle 35-40 euro per persona, ma ne vale assolutamente la pena,
resterete soddisfatti, super-sazi e ci ritornerete.....capperi se ci
ritornerete!!
SCHEDA:
-NOME: Capperi!-INDIRIZZO: Via Damiano Chiesa 10-12-14, Roma
-TELEFONO: 06-35340085
I Quadri 2000 (Castel Gandolfo)
Dico....un bel dilemma.....ma quanto ho mangiato bene....ai Quadri 2000, duemila.....due....mila...******(ranf.......la giusta siesta con la pancia piena)

Ottimo
punto d'approdo per una bella e rilassante gita naturalistica a pochi
chilometri da Roma. Siamo nella splendida cornice del Lago di Castel
Gandolfo e, per arrivare al complesso turistico "I Quadri 2000" (che accosta alla ristorazione molti altri servizi come uno stagionale stabilimento balneare, un'area sosta caper nonchè piccolo bed and breakfast) basta servirsi del lungo lago, o meglio della cosiddetta Via dei Pescatori, fermandosi al n.21.
Non
è un caso perchè tra la ventina (ed oltre) di ristoranti presenti nella
via del lago, quello di cui stiamo parlando è l'unico che poggia
direttamente a ridosso della riva, senza, per intenderci, dover
attraversare la strada per accedere alla spiaggia. Il colpo d'occhio che
se ne ricaverà, prossimi al livello dell'acqua, non è di certo cosa da
trascurare se si ha in mente di procedere ad una felice e spensierata
degustazione.
Ma, presupposto che l'atmosfera non mancherà, proseguiamo con ordine ed occupiamoci del posto-macchina: si noterà subito la presenza di griglie di parcheggio blu ai lati della strada; meglio farci subito affidamento poichè altri parcheggi sono improponibili; inoltre si paga il ticket principalmente nei mesi estivi (per i biglietti basta entrare ed acquistarli proprio all'interno del ristorante), per il restante periodo dell'anno si parcheggia senza impegni...meglio così!
Appena entrati si noteranno subito esservi, ai lati dell'ingresso, due sale principali: una veranda a pian terreno sulla parte sinistra, principalmente dall'atmosfera sfumata, lignea e caratteristica; mentre a destra si accede ad un'ulteriore veranda, più intima, leggermente rialzata e con un arredamento meno rustico ma decisamente più ricercato. Una volta accomodati in tavoli in cui l'accostamento cromatico prevalente è il giallo scuro ed il blu, quasi a simboleggiare il connubio tra acqua e terra, nulla c'impedisce di addentrarci nel menù del ristorante e quindi di andare al sodo. La lista si presenta subito come estremamente varia e ricca di piatti.
Oltre alla scelta di pizze che, per motivi di spazio trascureremo, si propongono con estrema maestria, sia un menù di terra sia un menù a base di pesce, ma è sui piatti in cui entrambe le cucine si compenetrano che troviamo le più interessanti portate del ristorante lacustre. Ad esempio ci sono degli ottimi spaghetti rosè con vongole e funghi porcini (se vi piace il porcino aggiungo che in questa zona ci andrete a nozze....sono molto saporiti!) oppure degli strozzapreti con gamberetti e funghi porcini. Per il menù di pesce interessanti delle linguine all'astice (su prenotazione) o dei particolari spaghetti con filetto di rombo e bottarga.
Consiglio tuttavia, prima di addentrarsi nei meandri della pasta di inaugurare il pranzo, magari dividendolo, con un bell'antipasto misto di mare (non eccessivamente grande ma molto vario, con cozze, insalata di mare, gamberetti, carpacci); oppure in monocolore con un bel carpaccio di pescespada che, ai Quadri 2000, è un'autentica specialità...che consiglio!
Per secondo c'è una vasta scelta di carni tra bistecche, fiorentine e grigliate; oppure di pesce da fare o ai ferri od al cartoccio, in quest'ultimo caso proposti in sugo rosè, accompagnati con calamari, frutti di mare, scampi e gamberoni. Ne esce inaspettatamente un piatto vasto...che metterà, a dispetto di quanto non dica la carta, a dura prova le vostre capacità di resistenza. Per andare un pò più sul soft, da prendere in considerazione anche un buon piatto di calamari ai ferri con funghi, rughetta ed aceto balsamico. Nel caso raro in cui, dopo un trittico antipasto-primo-secondo le forze non vi abbiano ancora abbandonato; chiude il pranzo una bella pannacotta alla nutella od una fantasmagorica sbriciolata...ma si sa....non si può avere tutto dalla vita!
Resta la pancia veramente piena ed un piacevole ricordo tra i sapori della buona cucina e la compagnia rilassante di un lago poetico; prima di tornare inevitabilmente nel caos cittadino di tutti i giorni. Il prezzo medio di un pranzo completo a base di pesce è sulle 40-45 euro per persona.
Ma, presupposto che l'atmosfera non mancherà, proseguiamo con ordine ed occupiamoci del posto-macchina: si noterà subito la presenza di griglie di parcheggio blu ai lati della strada; meglio farci subito affidamento poichè altri parcheggi sono improponibili; inoltre si paga il ticket principalmente nei mesi estivi (per i biglietti basta entrare ed acquistarli proprio all'interno del ristorante), per il restante periodo dell'anno si parcheggia senza impegni...meglio così!
Appena entrati si noteranno subito esservi, ai lati dell'ingresso, due sale principali: una veranda a pian terreno sulla parte sinistra, principalmente dall'atmosfera sfumata, lignea e caratteristica; mentre a destra si accede ad un'ulteriore veranda, più intima, leggermente rialzata e con un arredamento meno rustico ma decisamente più ricercato. Una volta accomodati in tavoli in cui l'accostamento cromatico prevalente è il giallo scuro ed il blu, quasi a simboleggiare il connubio tra acqua e terra, nulla c'impedisce di addentrarci nel menù del ristorante e quindi di andare al sodo. La lista si presenta subito come estremamente varia e ricca di piatti.
Oltre alla scelta di pizze che, per motivi di spazio trascureremo, si propongono con estrema maestria, sia un menù di terra sia un menù a base di pesce, ma è sui piatti in cui entrambe le cucine si compenetrano che troviamo le più interessanti portate del ristorante lacustre. Ad esempio ci sono degli ottimi spaghetti rosè con vongole e funghi porcini (se vi piace il porcino aggiungo che in questa zona ci andrete a nozze....sono molto saporiti!) oppure degli strozzapreti con gamberetti e funghi porcini. Per il menù di pesce interessanti delle linguine all'astice (su prenotazione) o dei particolari spaghetti con filetto di rombo e bottarga.
Consiglio tuttavia, prima di addentrarsi nei meandri della pasta di inaugurare il pranzo, magari dividendolo, con un bell'antipasto misto di mare (non eccessivamente grande ma molto vario, con cozze, insalata di mare, gamberetti, carpacci); oppure in monocolore con un bel carpaccio di pescespada che, ai Quadri 2000, è un'autentica specialità...che consiglio!
Per secondo c'è una vasta scelta di carni tra bistecche, fiorentine e grigliate; oppure di pesce da fare o ai ferri od al cartoccio, in quest'ultimo caso proposti in sugo rosè, accompagnati con calamari, frutti di mare, scampi e gamberoni. Ne esce inaspettatamente un piatto vasto...che metterà, a dispetto di quanto non dica la carta, a dura prova le vostre capacità di resistenza. Per andare un pò più sul soft, da prendere in considerazione anche un buon piatto di calamari ai ferri con funghi, rughetta ed aceto balsamico. Nel caso raro in cui, dopo un trittico antipasto-primo-secondo le forze non vi abbiano ancora abbandonato; chiude il pranzo una bella pannacotta alla nutella od una fantasmagorica sbriciolata...ma si sa....non si può avere tutto dalla vita!
Resta la pancia veramente piena ed un piacevole ricordo tra i sapori della buona cucina e la compagnia rilassante di un lago poetico; prima di tornare inevitabilmente nel caos cittadino di tutti i giorni. Il prezzo medio di un pranzo completo a base di pesce è sulle 40-45 euro per persona.
SCHEDA:
-NOME: I Quadri 2000
-INDIRIZZO: Via dei Pescatori n. 21, Castel Gandolfo (lago) (RM)
-TELEFONO: 06/9361400
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