martedì 14 gennaio 2014

ricetta:involtini di zucchine con burrata e crudo


Ingredienti x 20 involtini:
-3 zucchine fresche
-3 etti burrata
-2 etti prosciutto crudo
-sedano
-sale,pepe,olio extra vergine

Antipastino sfizioso da utilizzare benissimo come finger food. Prendiamo le nostre zucchine e tagliamole verticalmente in fette lunghe e sottili, cuociamo poi le fette ottenute in piastra o sulla bistecchiera. Mettiamo da parte le fette cotte. Adesso nel frullatore poniamo mezzo spicchio di aglio, tre etti di burrata, 2 etti di prosciutto crudo, un pezzettino di sedano, un cucchiaio di olio extravergine, un pizzico di pepe macinato e frulliamo. Assaggiamo ed aggiungiamo un pizzico di sale, solo se servisse. Ora spianiamo per ben il composto ottenuto sulla superficie delle fette di zucchine ed in cuclusione arrotoliamole, chiudendo con uno stecchino. Il gioco è fatto, viva il rock.

giovedì 19 dicembre 2013

Ricetta: lo strudel di scorfano

INGREDIENTI x 4 persone:



 -250 gr. Pasta Sfoglia
-15 pomodorini pachino
-100 grammi scamorza affumicata
-aglio, carota,sedano
-1/2 kg Scorfano
-Capperi
-Origano

Per fare questo strudel di scorfano ci occorre in primis un bel rotolo di pasta sfoglia, anche standard da 250 grammi, di quelli che si trovano facilmente al supermercato. In caso contrario acquistiamo un panetto di sfoglia e con il mattarello, cospargendo con un poco di farina 00 il piano di lavoro, lo stendiamo ben bene per renderlo conforme alle nostre esigenze. Adesso passiamo allo scorfano che dobbiamo sfilettare in due filetti, riservandoci la testa. Adesso su una bella padella fonda ed antiaderente prepariamo il soffritto. Mettiamo due cucchiai di trito di aglio, carota e sedano e 3 cucchiai d'olio e facciamo rosolare. In seguito aggiungiamo la testa dello scorfano e 15 pomodorini pachino ben sezionati e facciamo cuocere, facendovi rilasciare tutto il loro sughetto (in rapida alternativa aprire e riversare circa 150 grammi di sugo di pomodorini, facilmente reperibile nei barattoli di conserva di svariate marche, al supermercato). Ora inseriamo i due filetti assieme ad un cucchiaio di capperi ed a due cucchiai di origano. Giriamo e lasciamo cuocere per una decina di minuti scarsi, aggiustando di sale. A questo punto, spento il fuoco, prendiamo una scamorza affumicata facciamo da essa, con coltello o pelapatate, dieci scaglie estese. Adesso torniamo alla nostra bella pasta sfoglia stesa e poniamo al suo centro espandendoci longitudinalmente verso l'alto ed il basso, 6 delle nostre scaglie di scamorza. Prendiamo quindi lo scorfano e poniamo i due filetti sopra le scaglie appena piazzate. Sopra i filetti ora poniamo con un cucchiaio qualche cappero, qualche resto di pachino con buccia e qualche cucchiaio di sughetto dalla padella, ben badando a non inumidire troppo. Poniamo sopra i filetti imbevuti le altre 4 scaglie di scamorza. Adesso siamo pronti a chiudere il nostro fagotto: prendiamo i lati della pasta sfoglia, avviciniamoli, sovrapponiamolo e chiudiamo i nostri filetti a mò di calzone. Ora saliamo la superficie del fagotto ed eseguiamovi qualche spennellata d'olio, servirà per la croccantezza. Inforniamo a 180 gradi per venti minuti. Una volta sfornato il fagotto bello gonfio, facciamolo a fette serviamolo, magari con una buona salsina piccante d'accompagno.

Ricetta: involtini di sarde al pesto di zucchine e pinoli

INGREDIENTI x 6 persone:

-12 Sarde (spinate ed aperte)
-10 cucchiai succo limone
-2 Arance tagliate in fettine
-Mezzo spicchio d'aglio
-1 Zucchina media
-30 grammi pinoli
-Olio extravergine
-Sedano, carota,prezzemolo
-Parmigiano
-Sale, Pepe
 
PREPARAZIONE:
Visto che si parla di pesce povero, ecco un'interessante ricetta con cui valorizzarlo al meglio già a partire dall'antipasto. Per questa ricetta si addicono bene anche le alici, ma sinceramente viene molto meglio con le sarde, che hanno una carne più saporita e consistente. Il consiglio è quello di presentarlo molto bene, quasi come se si trattasse di una portata di "finger food". Per questo direi che la misura essenziale a persona sarebbe di uno o due involtini ciascuno. In questo caso ne faremo 2. Pertanto essendo l'antipastino per 6 persone, procuriamoci 12 sarde, evisceriamole e togliamo loro testa e spina centrale, in modo da poterle avere disposte a mò di "libro aperto". Mettiamo le sarde aperte da una parte ed occupiamoci del nostro pesto con il mixer. Mettiamo nel frullatore mezzo spicchio d'aglio,30 grammi di pinoli, 3-4 cucchiai di olio extravergine, 2 fusti piccoli di sedano affettati, mezza carota affettata, una manciata di prezzemolo, 3 cucchiai di parmigiano ed una zucchina tagliata in fettine con buccia. Giriamo il composto ed iniziamo a frullare. A questo punto saliamo adeguatamente il composto e pepiamolo. Diamo un'altima rapidissima frullata. Ora raccogliamo il nostro pesto in un recipiente e collochiamolo vicino alle nostre sarde aperte. Prendiamo una prima sarda, con un cucchiaino spalmiamo uniformemente il pesto nella parte interna della sarda aperta, su tutta la pancia e poi cospargiamovi un cucchiaino di succo di limone. Adesso arrotoliamo la sarda partendo dal sottotesta sino alla coda e con uno stecchino passiamola da parte a parte in modo che l'involtino rimanga tale. Ripetiamo queste operazioni per ciascuna delle rimanenti sarde e poi mettiamole in forno alla temperatura di 180 gradi per circa 15/20 minuti.
  Una volta sfornati, poniamo i nostri involtini su un letto ricavato da una fetta delle nostre arance tagliate non a spicchi, ma in sottili fettine diametrali e, facoltativo, un lettino di fresca e classica insalatina, che conferisce sempre un'idea di freschezza al piatto. Poniamo sopra ciascun involtino un cucchiaio del pesto che ancora è rimasto nel nostro contenitore e siamo pronti a servire questo piatto tiepido e gustoso. W il Rock.

mercoledì 11 dicembre 2013

Ricetta: cestini di pasta con gallinella al profumo di bosco


INGREDIENTI ANTIPASTO X 6 persone:
-2 cucchiai misto per soffritto (sedano,cipolla,carota)
-sale,pepe
-8 foglie di alloro, bacche di ginepro
-1/2 bicchierino di mirto non bianco
-6 etti filetto di gallinella
-2 cucchiai olio extravergine aromatizzato al basilico
-olio extravergine
-2 bicchieri vino bianco

La Gallinella, anche detta Coccio, è un notorio pesce da zuppa, quindi naturalmente portato al sugo rosso. Tuttavia prestandosi molto bene anche alla cucina, come si suol dire, dell'acquapazza, ben si addice con la delicata consistenza e sapore delle sue carni , anche ad una cucina fatta di odori. Noi oggi la proporremo in uno sfizioso antipasto che nasce bianco e profumato e si avvale della coreografia della croccante pasta fillo. Ci servirà un bel rotolo di pasta fillo da 250 grammi. Lavoreremo con uno spessore della suddetta pasta basato sui 4/5 strati, in modo da renderla meno fragile alla cottura ed al servizio. Prepariamoci vicino una teglia per muffin da 6 cavitá sui 4/5 cm di diametro....diametri diversi ovviamente porteranno alla composizione di cestini più grandi o più piccoli. Tagliamo pasta fillo in una maniera abbastanza uniforme in modo da ottenere una serie di quadrati multistrato, con lato sugli 8/9 cm. Ora apriamo a mò di foglio ogni nostro quadrato di pasta a ed a metá degli strati diamo una singola spennellata d'olio aromatico al basilico. Ora riposizioniamo gli strati superiori asciutti sullo strato di metà unto, riattancandoli sovrapposti, ma sfalsati in modo da ottenere una forma romboidale a stella. Ora ungiamo ogni singola cavità della teglia per muffin con dell'olio extravergine, quindi incastriamo i nostri rombetti di pasta fillo, che assumeranno la forma di una sorta di coppette a fiore, pronte ad esser riempite. Prepariamoci ora il nostro ripieno. Mettiamo in una padella da 32 antiaderente l'olio extravergine, il misto soffritto con cipolla,carota,sedano triati e lasciamo sfumare a fiamma bassa. Ora aggiungiamo 8 foglie di alloro, le bacche di ginepro, 6 filetti di gallinella da 1 etto l'uno ed un bicchiere e mezzo/due di vino bianco. Lasciamo sfumare con una pizzicatina di sale. Dopo 5 minuti aggiungiamo mezzo bicchiere di mirto ed un poco di pepe e facciamo cuocere sinchè quasi tutto il liquido non sarà evaporato, a questo punto spegniamo la fiamma. Riprendiamo dalla padella 6 delle 8 foglie di alloro e le incastriamo alla base di ognuno dei 6 cestini di pasta fillo. Ora riempiamo ogni cesto con 1 filetto di gallinella opportunamente spezzettato, ognuno. Come ciliegina aggiungiamo, anche recuperandole dalla padella, una bacca di ginepro in punta ad ogni ripieno dei nostri cestini. Ora siamo pronti ad infornare i cesti che cuoceranno in 8/10 minuti, non oltre, alla temperatura di 180 gradi. Pronti a servire ben caldi! W il Rock!


 

Il valore di un povero pesce

Questo articolo serve a sfatare un diffuso luogo comune ingiustamente correlato alla cucina marinara, ossia che la cucina del pesce detto "povero" (il pesce azzurro in particolar modo), sia di scarsa qualità e che la sua carne sia in genere nocivamente "grassa", "pesante". 

Chiediamo qualche delucidazione in merito a Valerio, gestore del risto-palafitta al 58 di Santa Marinella, amico di questo blog ed impegnato recentemente nella sempre più vasta corrente dei ristoratori che propongono alla clientela ricette interessanti ed elaborate a base di pesce azzurro.
D) ALLORA VALERIO, QUESTO PESCE POVERO È DAVVERO COSÌ POVERO?
R) "Grazie della domanda, è un grande spunto per alcune precisazioni importanti. Che il pesce povero sia sinonino di povertà nutritiva ovviamente non è così, anzi è tutto l'opposto! Prima di tutto si parla di "pesce povero" semplicemente per un dato di fatto, ossia che è disponibile sul mercato molto frequentemente e che il suo valore pecuniario, all'atto dell'acquisto è sempre relativamente basso, quindi povero. È un habituè delle barche e degli scaffali, è un dato di fatto. In tempo di crisi, qualcuno ha cominciato a proporlo a costi modici nei menù dei ristoranti ed, a quanto pare, ha avuto il merito di una grande intuizione, con un riscontro sempre crescente. Questo tuttavia non deve indurre a bollare il pesce povero con etichetta di alimento dozzinale e di bassa qualità, anzi, il prezzo relativamente basso è dovuto, come introdotto poco fa, principalmente alla stragrande ricchezza di queste specie ittiche nei nostri mari, cosa che ne fa altresì un alimento tipico ed assolutamente genuino della cucina marinara e delle ricette locali. Già questa caratteristica, in un'epoca in cui si alleva praticamente tutto, dovrebbe essere per gli occhi del cliente e dello scopritore dei sapori originali, per non dire locali, una grande cosa. Noi ad esempio lo includiamo sia in ricette semplici ed immediate nel riscontro gustativo, sia in composizioni più articolate e complesse in cui gioca il ruolo di sapore dominante, nel rispetto delle ricette locali....sotto questo aspetto mi piace personalmente quando è inserito in varie versioni all'interno dell'antipasto. Compensiamo talvolta la sua presenza con una grande fantasia e manodopera...questo è per rendergli onore. Alici, Sarde, Maccarello, Sugherello, Aguglia, Sgombro......quante ricette si possono elaborare con queste carni e quanti piatti alla base di questi sapori offrono le regioni costiere italiane...sono spesso i prodotti che ti porta il pescatore locale dentro il ristorante!!!!"
D) E SUL FATTO DEI GRASSI, OSSIA DELLA PESANTEZZA DI QUESTO ALIMENTO?
R) Siamo davanti a due evidenze, sotto questo aspetto. La prima...è vero il pesce povero è ricco di grassi, tutto vero.
Sul fatto che le sue carni siano poco digeribili e pesanti, da ristoratore sento sempre molti clienti trincerarsi dentro queste barriere piuttosto che provare interessanti ricette a base di pesce azzurro. Che dire in proposito? 
Ovviamente noi che le proponiamo, per quel che ci riguarda specie nel periodo più freddo,non siamo d'accordo, ma non ci limitiamo ad esprimere pareri personali, in cui entrambe le divergenze, in assenza di compenetrazione, meritano eguale rispetto. 
C'è chiaramente chi non lo digerisce, però rientra nell'ambito delle eccezioni dovute a personali problemi di salute. Se non si può mangiare, non si deve mangiarlo. Mediamente è un alimento che si digerisce al pari di ogni altro quindi non ci sono proprio problemi di questo tipo (poi il fritto è sempre fritto, con qualsiasi cosa....da lì non si scappa).
Cito un dato di fatto: la ricchezza di grassi contenuta nel pesce azzurro, basti pensare alle Sarde ad esempio, non complica la vita, anzi, i grassi polinsaturi in questione, e questa è la seconda evidenza di cui parlavo prima, sono ricchi di acidi grassi omega 3, che notoriamente sono salutari e fanno molto bene al cuore ed ai vasi! Mangiarne una o due volte alla settimana a detta di moltissimi medici e nutrizionisti comporta perfino benefici alla salute, rimanendo sempre vero il consiglio che, in tutto nella vita, non bisogna mai esagerare ed eccedere nella quantità!!!!  Tutte le ricette in cui il pesce azzurro è cotto a temperature non elevatissime (togliamo il fritto, che ovviamente lo è) esaltano e mantengono nel piatto il massimo del valore di Omega 3. Quindi grasso si, ma è una buona cosa. Questo è per spiegare che tante volte.....andare al ristorante e provare una ricetta a base di pesce povero, non necessariamente la solita frittura, ma un buon antipasto od un buon primo, non vi farà sentire in colpa....anzi..imparerete ad apprezzare qualche sapore nascosto e sino ad oggi sottovalutato del nostro mare, fa assolutamente molto più bene che male, in tutti i sensi!!!
D) GRAZIE!!!
R) Grazie a voi, sono certo che questa recente riscoperta del pesce povero darà molte soddisfazioni sia ai clienti che alla cultura gastronomica del ristorante in generale! Un saluto.

martedì 10 dicembre 2013

Ricetta : polpettone di Tonno in salsa di capperi e pistacchio

Ricetta x 5/6 persone
Ingredienti:
-50 gr. Misto soffritto
-300 gr pane cassetta o mollica di pane
-600 gr patate
-500 gr. Tonno in scatola al naturale
-3uova
-Aceto (1 bicchiere)
-Prezzemolo, sale, pepe
-100 gr. Parmigiano grattugiato
-50 gr burro
-100 gr. Pane grattugiato
-olio extra vergine d'oliva
-5 capperi al sale, 20 pistacchi sgusciati

Proponiamo oggi un piatto di facile esecuzione, che potrete optare d'includere sia come secondo piatto, sia come antipasto in una vostra cena con ospiti.....sicuramente, a dispetto della estremamente semplice natura degli ingredienti, colpirete la loro curiosità tanto quanto il palato!
Premettiamo che è essenziale un frullatore con una vasca abbastanza capiente ed intendo almeno 1 litro, altrimenti dovrete eseguire i passaggi che v'indicheremo tra poco, in più riprese, in base alla capienza della vostra macchina frullatrice. Mettiamo la mollica di pane, dopo averle dato una impastatina a mano, a bagno, versandole sopra, all'interno di un contenitore, 1 bicchiere d'aceto....oppure di latte, scelta vostra. Servirà al pane per farlo ammorbidire.

Iniziamo adesso con lo sbucciare le nostre 4/5 patate ed a metterle in acqua bollente, per farle lessare. Apriamo 3 uova, mescoliamole, riponendo il contenuto in un contenitore a portata di mano. Adesso sminuzziamo il prezzemolo fresco e prepariamo, sempre a portata di mano sia un tocchetto da 50 gr. di burro, grattuggiamo e riponiamo in un bicchiere un etto di parmigiano ed ultimo, ma non meno importante, riversiamo in un piatto, dandovi una spezzettata sommaria i nostri 5 etti di tonno al naturale, che possiamo reperire facilmente in scatola, in ogni supermercato. Teniamoci tutte queste cose a portata di mano ed attendiamo la fine cottura delle patate. Ultimata la lessatura delle patate, tiriamole fuori dal pentolino, scoliamole e spezzettiamole sommariamente, quindi inseriamole nel frullatore assieme a 50 gr. di odori misti per soffritto (cipolla,sedano,carota) e giriamo. Otterremo una mezza specie di purè. Ora strizziamo dall'aceto la mollica di pane e facciamola a pezzetti con le mani, inseriamola quindi nel frullatore a far compagnia al composto di patate e mettiamoci dentro anche il burro. Giriamo bene e bene, sinchè il pane non si mescola alla patata, evitando la formazione di tocchi. Ora aggiungiamo al composto le uova, il parmigiano, il prezzemolo e due cucchiai d'olio extravergine con una spizzicata di sale. Giriamo bene. Per ultimo aggiungiamo il tonno, mezzo cucchiaio di pepe e giriamo bene per ottenere un composto uniforme.

Assaggiamone una puntina per vedere se è a posto di sale. Ora il composto del polpettone è ultimato. Prepariamo una teglia cospargendoci sul fondo del pane grattato, poi riversiamovi il contenuto del frullatore, che sarà ancora piuttosto liquido, pertanto dovremo riporlo con attenzione. Riempita la teglia cospargiamo la superficie del composto con pan grattato e prezzemolo tritato. Il polpettone è ultimato, ora deve solo compattarsi un pò, il consiglio è di tenerlo, una volta raffreddatosi (le patate erano calde) , un pochino in frigorifero e d'infornarlo dopo un paio d'ore o più.
Per cuocere gli serviranno circa 30/40 minuti in forno a 180 gradi. Ora per servirlo occorre ridurlo in fettine meno spesse possibile, cospargendovi sopra una granella che otterremo da una attenta macinatura (anche a mano) di 20 pistacchi sgusciati. Ora siamo pronti per portarlo a tavola, auspicabilmente per antipasto, accompagnato da una saporita salsina di capperi che otterremo al frullatore mescolando 5 capperi al sale sciacquati, prezzemolo e 3 cucchiai d'olio extravergine, cospargiamola bene sulla fetta in modo che leghi con la granella del pistacchio. E ci siamo! W il Rock!


 

lunedì 9 dicembre 2013

Ricetta: spaghetti con zucchine e pancetta

Ingredienti:
-aglio (1 spicchietto)
-olio
-sale
-6 pachino
-prezzemolo
-peperoncino tritato
-250 gr. Zucchine
-pancetta 100 gr.
-2 etti spaghetti

Preparazione x 2 persone.
Questa è una ricetta rapidissima, vi occorreranno una venticinquina di minuti in tutto e scorre liscia come l'olio! Mettiamo a bollire l'acqua per la pasta e cominciamo.
Innanzitutto occupiamoci delle zucchine, ce ne servono 3 etti scarsi, tagliate a rondelle non spesse, in modo da facilitarne la cottura. All'opera: sciacquiamo e tagliamo queste benedette zucchine (o questa zucchina se di dimensioni adeguate al quantitativo richiesto). Ok, ora concentriamoci sulla pancetta, tagliandola in piccolissimi cubetti od, in alternativa, possiamo acquistarla già in cubetti, in quel caso stiamo buoni, e teniamoci la confezione aperta a portata di mano!
Ora su una bella padella da 32 antiaderente prepariamo il soffrittino con olio, aglio tritato ed un pizzico di peperoncino a pezzettini, e facciamo rosolare qualche minuto. Una volta che il soffritto ha preso colore, aggiungiamo 6 pachino tagliati a spicchietti e le nostre zucchine appositamente rondellate, e facciamo ben insaporire col soffritto a fuoco basso. Mettiamo la pasta a bollire ed aspettiamo i minuti richiesti dalla stessa per arrivare a cottura, di tanto sfumando il sugo in padella con meno di mezzo bicchiere di vino bianco. Quando mancano 5 minuti alla scolatura aggiungete la pancetta in padella e girate bene per insaporire, assaggiando e nel caso, aggiustando di sale, se serve.
Scoliamo la pasta e mantechiamo per benino.....possiamo fare una gabola se, in fase di mantecatura, avessimo da aggiungere un poco di ricotta salata grattugiata. Sarebbe la ciliegina sulla torta! Finita la mantechiatura, serviamo con una fogliolina di prezzemolo ed è fatta. W il Rock.


 

 

mercoledì 9 maggio 2012

Ricetta: Linguine al Ragù Umbro

INGREDIENTI:
-80 gr. di carne macinata
-5 pachino tagliati in 4 od a metà
-80 gr. misto funghi
-30 gr. cipolla
-1 spicchio d'aglio
-1 cucchiaio olio extravergine d'oliva
-2 foglie di prezzemolo
-100 grammi di linguine
-parmigiano grattugiato

PREPARAZIONE:
Innanzitutto organizziamo la nostra preparazione, perchè ci serviranno tre fuochi. Prepariamo la pentola con l'acqua con la quale dovremo mandare in cottura le linguine, pertanto cominciamo a metterla sul fuoco in attesa che inizi a bollire l'acqua e saliamola. Nel frattempo prendiamo una piccola padellina nella quale riporremo, assieme ad un mezzo bicchiere d'acqua, circa 80 grammi di funghi misti a pezzettoni (è un "misto funghi" che possiamo ricavarci da soli acquistandolo fresco o, più praticamente, acquistandolo surgelato in bustine poichè è ampiamente distribuito in ogni supermercato). Mandiamo a fiamma lenta in ebollizione il contenuto della padellina, sinchè parte del liquido evaporerà e si noterà l'acqua colorarsi nettamente di scuro. Questa è l'acqua dei funghi che ci servirà, assieme al suo contenuto, in fase di premantegatura. Stoppiamo la fiamma della padellina e concentriamoci sul terzo fuoco dove inizieremo a porre una wok con un cucchiaio di olio extravergine, 20 grammi di cipolla ed uno spicchio d'aglio. Mettiamo a fiamma media e facciamo rosolare, quindi aggiungiamo la carne macinata (80 grammi) e 5 pomodori pachino tagliati a metà. Facciamo cuocere circa un minuto e mezzo a fiamma media, sinchè non notiamo che il macinato inizia a prendere il colore più chiaro della cottura. A questo punto, assieme a mezzo cucchiaio di sale, riversiamo i funghi cotti in precedenza nella wok e parte della loro acqua , aggiungendone man mano gradualmente ma senza eccedere, anzi fatevi avanzare una piccola riserva di acqua scura. Ora se la pentola della pasta è in ebollizione mandiamo in cottura le linguine, che richiedono mediamente 11 minuti (a seconda del tipo e marca). In questo lasso di tempo abbassiamo la fiamma del wok, mettendola bassa e lasciamo evaporare il sugo un pochino (eventualmente se tende a seccarsi, allungatelo con altra acqua dei funghi, controllando per assaggio il livello di sale e se occorre correggete con spizzicate). Passati gli 11 minuti mettere la pasta nella wok e mantegare bene anche a fiamma alta, sinchè il liquido del sugo non si sarà ben amalgamato con le linguine, infine servire al piatto, ponendovi una foglia di prezzemolo e, per chi vuole, una piccola aggiunta di parmigiano al tavolo. Olè!

lunedì 23 aprile 2012

RICETTA:Pollo Piccantino in salsa mediterranea

Un'altra ricetta veloce-veloce con ingredienti decisamente comuni, ma con un risultato bello sfiziosetto.
Innazitutto una lista degli ingredienti, basandoci sempre su una preparazione per due persone:

-4 hg di petti di pollo
-n°8 pomodori pachino
-Peperoncino in polvere od a pezzettini
-Aglio (uno spicchio, anche tritato)
-Cipolla (30g)
-Farina di tipo 00 o Maizena
-Sale, Olio extravergine d'oliva
-Salsa di soia (una bottiglina...sempre utile!)
-Origano

PREPARAZIONE:
Allora inanzitutto occupiamoci dei nostri petti pollo, che sarà nostra premura tagliare in pezzetti, di non grande entità. Passiamo ora ai nostri otto pachino, che taglieremo facendone di ognuno quattro parti. Poi prendiamo la bella, indispensabile padellona (Wok, si preferisce) e facciamo un giretto breve con una base di olio extravergine d'oliva, a cui aggiungiamo aglio tritato od in spicchio ed i nostri 30 grammi di cipolla, a pezzetti. Facciamo rosolare brevemente, poi passiamo all'aggiunta nella padella dei pezzetti di pollo e dei pachino tagliati in precedenza. Portiamo il tutto in fiamma medio-bassa, per circa 5 minuti, intervallando con un cucchiaino di peperoncino ai pezzettini o polvere, mescoliamo un pò e lasciamo cuocere, sinchè non notiamo che il pollo inizia ad impallidire per la cottura, circondato dal sughetto che rilasceranno i pachino. Aggiungiamo due cucchiai di farina e continuiamo a girare i pezzi, evitando che essa attacchi in padella, per circa un minuto e mezzo. Aggiungiamo ora un mezzo giro di salsa di soia dalla nostra bottiglina (giusto un leggero goccio), ed una spizzicata di sale, continuando sempre a mescolare per una trentina di secondi.

Ora siamo pronti a servire e, non appena si adagia nel piatto, poniamovi delicatamente ai lati una bella corona di origano tritato. Olè!

venerdì 20 aprile 2012

INGREDIENTE: La Magnosa o Cicala di Mare

Parliamo oggi di un crostaceo, usato molto spesso come ingrediente in molti sughi della cucina marinara italiana. Mi riferisco alla Magnosa, o cicala di mare (da non confondere con le omonime ma differenti "Pannocchie" o "Cannocchie"), che spesso e volentieri con il suo pronunciato sapor dolce, funge da vero e proprio fiore all'occhiello per la preparazione dei primi (quelli in sugo rosso in particolare come la ricetta dello "Scoglio"), senza disdegnare un ruolo da prima attrice nella composizione della zuppa di crostacei.
 E' presente in molti mari, dall'Oceano Pacifico al Mar Meditterraneo e predilige il fondale prettamente roccioso, andandosi sovente a rintanare nelle insenature. Con testa piatta di forma quadrangolare e corazza molto spessa, viene pescata in dimensioni  variabili e si può trovare in commercio da una pezzatura di 10 cm sino ai 40 cm, per un peso addirittura di 2kg. Ovviamente per la preparazione di un sugo misto o di un brodo (ed anche per le nostre tasche!), si predilige la pezzatura molto piccola, la quale è più versatile in fase di preparazione, ha un discreto effetto scenico e si consuma meglio, in quanto basterebbe un semplice taglio verticale di forbice, sul loro dorso.
 Infatti questo crostaceo, quando si riesce a trovare a prezzi abbastanza abbordabili ibn commercio (dai 12 ai 22 euro al chilo, mediamente), riesce a conferire un sapore molto gradevole al sugo e, nelle ricette particolarmente elaborate, può benissimo sostituirsi od affiancare l'astice. Per provarne in piccolo, il particolare sapore potete anche improvvisare due spaghetti "alla cicala", facendo soffriggere in pentola la classica base di aglio ed olio extravergine (preferibilmente di alta qualità e particolarmente denso), sino a rosolatura. In seguito aggiungete polpa di pomodoro (fatta da voi od in barattolo, preferibilmente a pezzettoni e di alta qualità) e mandate in ebollizione. Parallelamente in altra pentola, mettete l'acqua a bollire, vi servirà per la pasta. In fase di ebollizione incidete verticalmente il dorso delle cicale (se di pezzatura piccola, usatene una per persona) e mettetele nella pentola dove sta bollendo la polpa di pomodoro, avendo premura di correggere con sale il sugo evitando che sciapisca....quindi ogni tanto assaggiate! Fatto ciò, lasciare in ebollizione per circa 25 minuti, ma al 12° minuto (od in base al tempo di cottura della pasta che sceglierete) ovviamente mettete in cottura la pasta. Dopo i fatidici 25 minuti, scolate la pasta e passatela in padella assieme al sugo. Mantegare bene, eventualmente allungando un pochino con olio extravergine e poi servire. Olè!

FOTO: Cicale appena bollite nel sugo, pronte ad esser mantegate e servite. Foto realizzata grazie al Ristorante al 58 (Santa Marinella).

Mr.B.

giovedì 19 aprile 2012

RICETTA: Gnocchi di riso con pollo e zucchine in salsa di soia

Come primo assaggio vi proponiamo un piatto piuttosto inusuale per i nostri canoni, poichè ha origini nel paese del Sol Levante. Ovviamente è una versione semplificata, ma rende molto bene e non è escluso che, proprio per la genuinità della preparazione e degli ingredienti che comprerete, non vi faccia fare pure una bella figurina con qualche ospite incuriosito.
Ora passo alla disamine di tutto quel che vi occorre:

INGREDIENTI x 2 persone:


-1,80/2,00 hg di gnocchetti di riso(si trovano facilmente in tutti i negozi specializzati)
-2 hg di zucchine (che dovrete tagliare molto minuziosamente o a "mezzaluna" o a "cubetti" oppure alla "Julienne", in base ai vostri gusti, basta che non vi sia moltissimo spessore.
-1,5 hg di petto di pollo, anch'esso dovrete prepararvelo ben tagliato a pezzetti
-Salsa di Soia (una bottiglina sempre utile..)
-Uno spicchietto d'aglio, meglio tritato
-30 g di cipolla
-Olio extravergine, sale

PREPARAZIONE

Mandiamo in ebollizione la pentola con l'acqua ed iniziamo al contempo a preparare il nostro padellone con il soffritto (meglio affidarsi ad una wok, in tal caso). E' importante regolare tutta questa preparazione nell'arco dei 30 minuti, poichè gli gnocchetti di riso, una volta messi a bollire in pentola, impiegano 25-27 minuti per andare in cottura, che è un tempo elevatissimo. Una soluzione per risparmaiare tempo sarebbe il metterli per qualche ora a bagno in acqua a temperatura ambiente, per farli ammorbidire un pò, ma quasi mai si fa....quindi preparatevi ad una lunga fase di bollitura e da ciò orientate anche la cottura del sugo che prepareremo nella wok. Detto ciò, una volta che gli gnocchetti sono in ebollizione da almeno 12 minuti, inseriamo nella wok un giro d'olio extravergine d'oliva, la cipolla tritata, l'aglio tritato, le zucchine a cubetti ed il pollo a pezzettini. A ciò aggiungiamo un goccio d'acqua (meno di mezzo bicchiere) e mandiamo in cottura a fiamma media. Dopo un minuto aggiungiamo un cucchiaino scarso di sale fine, poi prendiamo la nostra salsa di soia e versiamone nella wok con un giretto circolare di bottiglietta (senza esagerare) e continuiamo la cottura. Non appena vedete che i pezzettini di pollo iniziano ad impallidire per la cottura, portate la fiamma a bassa intensità ed aspettiamo che anche la bollitura degli gnocchetti faccia il suo corso. Controllate sempre la durezza delle zucchine, occhio a non farle troppo spappare, altrimenti fermate la fiamma in attesa degli gnocchetti, che andranno mantegati. Tolti gli gnocchetti dalla pentola, versateli delicatamente nella wok ed iniziate a mantegare per 1,5/2 minuti, in modo da amalgamare bene la salsa, girando spesso, poichè tendono ad attaccarsi, se trascurati.
Finita la mantegatura, servite nel piatto ed il gioco è fatto!

mercoledì 18 aprile 2012

La Casetta di Arzillo (Furbara/Sasso)

Arzillo sarò io......ancora io....allorquando dopo cotanta sfilata di leccornie, m'alzerò e ti dirò: taglia! Quella bestia di bisteccona, lombo et filetto......sarà la mia ricompensa, per non essermi perso nulla, proprio nulla!

E' un posto che ho felicemente scoperto per caso, poichè passeggiando una sera all'imbrunire (in dolce compagnia...chiaro) sulla via Aurelia, mi venne alla mente di voltare a Furbara ed addentrarmi nell'entroterra della strada del Sasso. Il Sasso appunto, è li che dovevo andare ignaro che il lunedì è un giorno per i ristoratori pieno di croci....perchè il riposo è sacro sì, tuttavia affama...se proprio di lunedì.... tu capiti nei panni di colui che si candida alla mensa!
Volevo insomma cenare ed anche tanto, avrei dato il meglio di me, ma sfortuna vuol che arrivati al Sasso troviamo tutto chiuso, tranne un'attività che, vista dalla strada, tutto voleva meno che due intrusi....visto che stava servendo un vistosissimo buffet e cocktail all'esterno (roba di tendenza, per chi vuol tendere o provare a tendere.....). Va bhè, non avevo bisogno di roba così, mi serviva un posto genuino...dove sfogare il mio appetito, ed incontrare gente alla mano, senza puzza sotto il naso e sincera, quando ci si intende di cucina e di carne, nella fattispecie. Pertanto sconsolato imboccavo la via del ritorno, quando d'un tratto appare un lumicino sempre in via Furbara-Sasso, proprio alla fine del monte, in direzione della località Due Casette. Vediamo un'insegna accesa e col fiuto del "vada come vada io ho fame, cavolo", voltiamo per entrare in un piccolo piazzalino in ghiaia adibito a parcheggio, nel cuore della campagna. Proprio di fronte, un simpatico capannone, come quelli di una volta, molto ben risistemato ma dall'aspetto ancora molto evocativo e sincero, insomma di quella semplicità e calore che t'invogliano ad entrare. E così è stato e posso confermare che ogni impressione positiva avuta all'esterno, non è stata affatto tradita.
Varcata la soglia vediamo dunque una discreta schiera di tavoli esterni, buona parte dei quali occupati e, sul lato destro, un grande caminone non distante dal quale stava un frigo a vetrina simile a quello della macelleria, ricco di ogni bene che la carne possa annoverare. La cosa molto simpatica è che alcune persone si recano proprio verso quel frigo e, similmente a come si suol in macelleria, scelgono il tipo di carne che vogliono mangiare, se la fanno tagliare dal titolare (che è sapiente, il deus ex machina di quest'arte).....poi questa va dritta dritta alla brace!!
Insomma, non vedevo l'ora di sedermi. Optai, anche per curiosità, di andare oltre la veranda esterna ed accomodarmi in sala, all'interno della gagliarda "casetta", dove l'ambiente è ancora più simpatico: tavoli in legno, tovagliette in cartapaglia, arredamento caldo stile trattoria, ma con un tocco di pub all'inglese, con un bancone molto ricco e sponsor d'epoca dipinti a mano sulle pareti. All'interno vi saranno una trentacinquina di posti, più qualche tavolo più riservato posto sul soppalco della struttura. Appena seduti il cameriere, molto simpatico e confidenziale ci illustra le specialità della serata, indirizzandoci sul loro antipasto della casa e poi sui primi, tutti rigorosamente a base di specialità di terra accostati alla pasta all'uovo. E così fu, arrivato l'antipasto misto in un grosso tagliere di legno iniziammo la degustazione di varie specialità: da una vasta scelta di salumi (prosciutto, speck, lonza, salame, salame piccante..) ai formaggi e ricotta fresca, a verdure cotte con salsine particolari, ai tortini.....tutto buono, abbondante ed originale, insomma tanta roba e non proprio il solito antipasto. Assai, assai meritevole di esser sempre preso!! Per primo, secondo le ricette della moglie del titolare, abbiamo ordinato un sugo ottimo con speck, zucchine e pachino e fettuccine al cinghiale, in più un assaggio di orecchiette alla ricotta. Una bella panoramica e tutto gustoso, con porzioni molto abbondanti......ed io malgrado una ricchissima mangiata ero ancora in piedi, pronto al grande salto....verso il regno della ciccia, racchiuso in quel frigo a vetrina MAGICO, MAGICO. Quindi olè, al ripasso del cameriere ordiniamo una entrecote (lei, non molto abbondante per ovvie ragioni) ed una bella bistecca lombo e filetto con osso, di peso sostenuto in media cottura, accostata a cicoria ripax in padella. Follia, troppa roba? No....signori! Ebbene dopo una cena già ottima, dopo venti minuti raggiungiamo il livello d'eccellenza, con una delicatissima entrecote alla brace per mia moglie ed un monumento di bisteccona al sangue per me, altissima....trabordante dal piatto....impossibile resisterle, a costo di prendere in affitto una seconda pancia! E così, da una esperienza culinaria molto intensa, ho scoperto che alla Casetta di Arzillo, la carne è di qualità superiore, ottima sarebbe diminutivo....e lavorata da sapienti mani, secondo i giusti canali anche di rifornimento.
Malgrado fossi strapieno, avendo mangiato per tre, non riuscivo a togliermi dalla testa che quello era il miglior ristorante dove poter mangiare carne della zona ed infatti ora andiamo solo ed esclusivamente da Arzillo, e se è pur vero che vi sono ristoranti molto buoni a non molta distanza....da Arzillo c'è qualcosa di più....dalla confidenzialità, alla simpatia, al calore, alla semplicità......alla carne sopraffina. Il costo medio va (dipende dalla qualità della bevanda e dal peso della carne che si va ad ordinare) dalle 25 alle 35 euro a persona, ma si torna a casa con due chili di roba in più mai tanto desiderati.
E' proprio vero che a volte i posti scoperti per caso si rivelano i migliori....e dopo, pur ringraziandolo, nulla sarà lasciato...al caso!!
Prenotazione consigliata, se volete darci dentro con la carne però il consiglio (non fate come me, non potreste!) è lasciargli il giusto spazio all'interno del pasto, evitando di arrivarci sazi, perchè merita veramente e poi come si suol dire, provare per credere. Vi posto pure una utilissima mappetta retrostante il bigliettino da visita!

SCHEDA:
-NOME: La Casetta di Arzillo
-INDIRIZZO: Via Furbara Sasso 102 (Roma)-
-TELEFONO:06.99079406
-GIORNO DI CHIUSURA: mercoledi
-PARCHEGGIO: ampio

martedì 17 aprile 2012

Il Churrasco (Civitavecchia)

Lino, sopraffino...al camino!!!!!!!


Vi piace la carne e non vi va di addentravi nell'entroterra del litorale nord di Roma?
Beh inauguriamo il nostro tour dicendo che il Ristorante "il Churrasco" fa decisamente al caso vostro ed è appena fuori dal centro urbano di Civitavecchia, a circa un'ora da Roma. La gestione è giovane ma esperta: subito appena si entra c'è un grosso caminone con braci e carni ruspanti ad inebriarvi col loro odore. Il locale, per quanto regni un'accomodante atmosfera familiare, è molto fine e lo si nota anche dai più piccoli particolari d'arredamento, dalle sedie al palquet, dall'attenta apparecchiatura, ai riflessi su bicchieri e posate che conferisce l'impianto d'illuminazione. Subito, fame esclusa, ci si mette a proprio agio. Ma andiamo al sodo e cominciamo a parlare di cucina: assolutamente da provare il loro antipasto misto di terra, magari dividendolo in due, perchè è veramente vasto e vario....da soli, stavolta fame inclusa, vi stende!

Si inizia con le varie bruschette ai pomodori, salame e prociutto, per andare alle salsicce secche, ad una salsa di fagioli, ai fiori di zucca, ai cavoli, ai formaggi veramente gustosi, per chiudere con una fumante salsa di fegatelli magistrale(da provare sulla bruschetta!). Ad ogni modo aspettatevi dei gradevoli innesti, poichè al Churrasco l'antipasto si evolve e varia spesso nel tempo e nelle stagioni. I primi sono alla giornata, ricalcando la tipica cucina romana ed occorre sentire dalla viva voce del cameriere che cosa propone la casa; ma se è la carne che avete in mente io consiglio sempre di accoppiare antipasto + secondo, perchè altrimenti sarete costretti a deporre le armi senza ancora che il bello si sia presentato al vostro cospetto. Ed ecco allora che a scelta potrete sbizzarrirvi nell'Impero della ciccia, si parte dalle costate nazionali (sino ad un chilo senza osso), per arrivare alle argentine ed alle danesi. C'è poi anche un vasto assortimento di filetto, spiedini e di salsiccia.....tutto rigorosamente alla brace. Insomma, ottimo.......ma dovete decisamente inaugurare con una bella bistecca nazionale da 7-8 etti senza osso!!!
Prezzo: dalle 25 alle 40 euro a persona per un menù di carne.....si può fare eccome!


SCHEDA:
-NOME: Il Churrasco
-INDIRIZZO: Via Aurelia Nord 18/B -Civitavecchia (Roma)-
-TELEFONO: 0766.35766
-GIORNO DI CHIUSURA: Martedì

Capperi! (Roma)

Ok, aspetto....capperi! Aspetto.....poi mi seggo...ed infilzo lama...e forca...into panzerotti...e poi magno, si magno.....e.....aho...la bistecca sta a scappaaa!!! Wait!!!! Tienimi my panzerotti....ti prego save my panzerotti!!!

Ristorante molto bello ed accogliente, situato ad angolo in Via Damiano Chiesa a Roma. Appena arrivati, la cosa che balza subito all'occhio è un notevole movimento di persone nei dintorni dell'entrata e, se è così, sicuramente qualche buon motivo ci sarà.
Una volta a tavola e dopo le prime degustazioni, le ipotesi divengono certezze: il movimento è più che giustificato; il posto merita e stare seduti nei suoi ambienti regala momenti preziosi; quindi chiedete subito il biglietto da visita con il numero di telefono...vi sevirà!
Ah, una cosa importante: in rete si legge che "Capperi!" sul sabato sera non prende prenotazioni, per non rischiare di scontentare le tante persone che si recano ivi a cena...consiglio di verificare questa indiscrezione, anche perchè quando ci sono andato io era di venerdì sera ed avevo regolarmente prenotato all'ora di pranzo. Appena si entra si nota che è un locale molto ben curato, diviso in varie zone, ognuna molto grande e spaziosa. L'atmosfera è calda, raffinata, ma anche con un tocco di familiare rusticità esaltata anche dal mobilio e dalle rifiniture in legno.
Ogni zona del locale che, tra l'altro è molto grande, mantiene sempre la sua intimità ed il servizio da subito dimostra simpatia ed efficienza, per nulla dispersivo od eccessivamente formale, vista anche la bella immagine di locale alla moda che "Capperi!" conferisce, nonostante le tante persone in contemporanea sedute a tavola. Insomma per quanto sia un posto pieno di gente, la confusione non regna mai sovrana e ci si sente da subito a proprio agio.
Il menù Pizzeria è estremamente vario, si va dall'antipasto dove spiccano Supplì, crocchette ed olive ascolane (in questo caso, provare per credere, espresse e fatte in casa), per arrivare a pizze e calzoni di tutti i tipi. Personalmente ho provato il Ristorante e quindi sarò più dettagliato su questo punto. Come antipasto si può optare per un antipasto di terra, oppure bisogna assolutamente provare il loro "fungone"; ma andiamo ai primi perchè se siete venuti per la carne è qui che si inizia a fare sul serio con gli ottimi "strozzapreti al Ragù Umbro" con carne, funghi e tartufo nero in sugo rosè. In alternativa, tra i vari, c'è anche un piatto tipico della cucina romana come i "Tonnarelli cacio, pepe e fiori di zucca", in sugo bianco. Nota importante: le porzioni sono abbondanti...vi rifarete gli occhi.
Per i secondi c'è da sbizzarrirsi con la carne: Bistecche di Vitello dai 300 grammi in su, Fiorentine a scelta da 500 grammi ed oltre, Stinco di Vitello (per due persone), filetto, salsiccie, Grigliata Mista, Petto di pollo oppure succosi hamburger "alla capperi", ossia giganteschi ammassi di carne macinata fumante con provola sopra. Ogni secondo viene servito su piatti enormi, incorniciati con sottopiatti in rame incandescenti, accompagnati da patate al forno e verdure....un autentico spettacolo per la vista. Il prezzo è di media fascia, un pasto completo base di carne con vino della casa vi viene sulle 35-40 euro per persona, ma ne vale assolutamente la pena, resterete soddisfatti, super-sazi e ci ritornerete.....capperi se ci ritornerete!!
SCHEDA:
-NOME: Capperi!
-INDIRIZZO: Via Damiano Chiesa 10-12-14, Roma
-TELEFONO: 06-35340085

I Quadri 2000 (Castel Gandolfo)

Dico....un bel dilemma.....ma quanto ho mangiato bene....ai Quadri 2000, duemila.....due....mila...******(ranf.......la giusta siesta con la pancia piena)


Ottimo punto d'approdo per una bella e rilassante gita naturalistica a pochi chilometri da Roma. Siamo nella splendida cornice del Lago di Castel Gandolfo e, per arrivare al complesso turistico "I Quadri 2000" (che accosta alla ristorazione molti altri servizi come uno stagionale stabilimento balneare, un'area sosta caper nonchè piccolo bed and breakfast) basta servirsi del lungo lago, o meglio della cosiddetta Via dei Pescatori, fermandosi al n.21.

Non è un caso perchè tra la ventina (ed oltre) di ristoranti presenti nella via del lago, quello di cui stiamo parlando è l'unico che poggia direttamente a ridosso della riva, senza, per intenderci, dover attraversare la strada per accedere alla spiaggia. Il colpo d'occhio che se ne ricaverà, prossimi al livello dell'acqua, non è di certo cosa da trascurare se si ha in mente di procedere ad una felice e spensierata degustazione.
Ma, presupposto che l'atmosfera non mancherà, proseguiamo con ordine ed occupiamoci del posto-macchina: si noterà subito la presenza di griglie di parcheggio blu ai lati della strada; meglio farci subito affidamento poichè altri parcheggi sono improponibili; inoltre si paga il ticket principalmente nei mesi estivi (per i biglietti basta entrare ed acquistarli proprio all'interno del ristorante), per il restante periodo dell'anno si parcheggia senza impegni...meglio così!
Appena entrati si noteranno subito esservi, ai lati dell'ingresso, due sale principali: una veranda a pian terreno sulla parte sinistra, principalmente dall'atmosfera sfumata, lignea e caratteristica; mentre a destra si accede ad un'ulteriore veranda, più intima, leggermente rialzata e con un arredamento meno rustico ma decisamente più ricercato. Una volta accomodati in tavoli in cui l'accostamento cromatico prevalente è il giallo scuro ed il blu, quasi a simboleggiare il connubio tra acqua e terra, nulla c'impedisce di addentrarci nel menù del ristorante e quindi di andare al sodo. La lista si presenta subito come estremamente varia e ricca di piatti.
Oltre alla scelta di pizze che, per motivi di spazio trascureremo, si propongono con estrema maestria, sia un menù di terra sia un menù a base di pesce, ma è sui piatti in cui entrambe le cucine si compenetrano che troviamo le più interessanti portate del ristorante lacustre. Ad esempio ci sono degli ottimi spaghetti rosè con vongole e funghi porcini (se vi piace il porcino aggiungo che in questa zona ci andrete a nozze....sono molto saporiti!) oppure degli strozzapreti con gamberetti e funghi porcini. Per il menù di pesce interessanti delle linguine all'astice (su prenotazione) o dei particolari spaghetti con filetto di rombo e bottarga.
Consiglio tuttavia, prima di addentrarsi nei meandri della pasta di inaugurare il pranzo, magari dividendolo, con un bell'antipasto misto di mare (non eccessivamente grande ma molto vario, con cozze, insalata di mare, gamberetti, carpacci); oppure in monocolore con un bel carpaccio di pescespada che, ai Quadri 2000, è un'autentica specialità...che consiglio!
Per secondo c'è una vasta scelta di carni tra bistecche, fiorentine e grigliate; oppure di pesce da fare o ai ferri od al cartoccio, in quest'ultimo caso proposti in sugo rosè, accompagnati con calamari, frutti di mare, scampi e gamberoni. Ne esce inaspettatamente un piatto vasto...che metterà, a dispetto di quanto non dica la carta, a dura prova le vostre capacità di resistenza. Per andare un pò più sul soft, da prendere in considerazione anche un buon piatto di calamari ai ferri con funghi, rughetta ed aceto balsamico. Nel caso raro in cui, dopo un trittico antipasto-primo-secondo le forze non vi abbiano ancora abbandonato; chiude il pranzo una bella pannacotta alla nutella od una fantasmagorica sbriciolata...ma si sa....non si può avere tutto dalla vita!
Resta la pancia veramente piena ed un piacevole ricordo tra i sapori della buona cucina e la compagnia rilassante di un lago poetico; prima di tornare inevitabilmente nel caos cittadino di tutti i giorni. Il prezzo medio di un pranzo completo a base di pesce è sulle 40-45 euro per persona.

SCHEDA:
-NOME: I Quadri 2000
-INDIRIZZO: Via dei Pescatori n. 21, Castel Gandolfo (lago) (RM)
-TELEFONO: 06/9361400

La Tenuta dell'Argento (Civitavecchia)

Soprese dietro la collina.......e non è un film horror ( a meno che non vi immedesimiate nelle bistecche....che stiamo per pappare)

Torniamo sul litorale nord di Roma e precisamente a Civitavecchia, con la premessa che in questa stagione lo faremo spesso.
Oggi introdurremo un posto differente, con una diversa impostazione ma che può fare decisamente al caso vostro se, oltre ai sapori, volete regalarvi un vero e proprio soggiorno all'insegna della natura e della genuinità.
La "Tenuta dell'Argento" è un luogo bellissimo, che si trova appena usciti dal centro urbano in direzione dell'entroterra tolfo-lumierasco, al termine di una ripida salita collinare che non esclude addirittura di percorrerla innestando la prima marcia. Al termine della scalata però l'occhio si prende tutta la sua parte, il panorama è fantastico (un ampio scorcio di campagna collinare, l'orizzonte marino sullo sfondo), così come la tenuta, finemente immersa nel verde con ampio parcheggio e maneggio antistante. Per chi volesse fermarsi vi è anche un albergo a tre stelle, dotato di ogni comfort e fiore all'occhiello di un grande pacchetto di servizi per rilassarsi, fare attività, andare a cavallo ed immergersi nella vera e propria vita di campagna. E' un'esperienza che consiglio a tutti!

Ora però andiamo al ristorante, da noi provato per ben due volte nell'arco di un mese e mezzo. La premessa sul locale è più che dovuta, visto che nessun particolare si trascura: l'atmosfera è finissima, la cura per l'arredamento e gli interni accostata a ciò che si può ammirare fuori dalla finestra è di tale fascino che potrebbe farvi pensare che la "Tenuta dell'Argento" sia il posto adatto per occasioni ben più importanti come matrimoni, comunioni o battesimo. Insomma, una cornice assai suadente, ma ora andiamo al sodo.

Iniziamo dall'antipasto nel quale, a nostro avviso, le scelta migliore è "il tagliere", non trabordante nelle dimensioni ma assai appetitoso con varie scelte di affettati, formaggi ed altre specialità della casa. Per primo piatto abbiamo mangiato pasta al sugo di cinghiale e per ben due volte una sorta di verace ragù umbro in bianco con funghi e salsiccia. Per secondo si può optare tra varie scelte in una bella scelta di carni, buone ma non eccessive nelle dimensioni. La "Fiorentina" è impegnativa ma non impossibile da finire ed è servita già tagliata in varie sezioni, quindi se c'è un commensale consenziente si può steccare che è un piacere...sennò pazienza vorrà dire che ci tornerete!!

Per ulteriori informazioni, prenotazioni ed offerte sui servizi vi rimando al curatissimo sito http://www.tenutadellargento.com/, da cui ho preso in prestito questa foto. Visitatelo, vedere per credere, mi raccomando!

Casale del Castellaccio

Reportage nelle lande della Ciccia....







Introduzione: E' stato una piacevolissima sorpresa, consigliato da amici e subito l'abbiamo eletto come uno dei migliori locali di chefpoint di questo autunno, a patto che vi piaccia la carne, sia chiaro! Detto ciò, anticipiamo anche che sicuramente quanto prima ci torneremo ed assaporeremo altri gustossimi piatti tipici di questo agriturismo affascinante, caldo, evocativo e sopratutto "vero", in ogni senso. Con questa semplice premessa non vogliamo tanto decantare la bellezza indubbia del luogo su cui sorge la costruzione del ristorante, bensì intendere che il "Casale del Castellaccio" è cosa profondamente diversa dalla maggior parte dei locali della sua categoria, e ora vi spieghiamo il perchè. Infatti al normale servizio di ristorazione, curato nel massimo rispetto della cultura rurale del Lazio, è affiancata una vendita di prodotti tipici di produzione propria, dalle carni ai formaggi e già questo dovrebbe più che bastare per garantirne la piena genuinità della cucina, che, vi ripeto, non solo non tradirà le vostre buone intenzioni....ma vi spingerà a tornarci una seconda volta!
La strada ed il locale : La località è presso "I Terzi", nell'entroterra di Palidoro, a pochi chilometri da Roma. Per arrivarci basta percorrere la via Aurelia in direzione Civitavecchia, superare Torre in Pietra ed, arrivati alla grande rampa di Palidoro (Via Aurelia km 30 circa), percorrere la rotatoria per poi imboccare la traversa in direzione est (per Bracciano) che conduce nell'entroterra. Da questo punto ci vorranno circa dieci minuti di viaggio per una stretta ma asfaltata strada di campagna, prima di scorgere alla vostra sinistra la grande tenuta de "Il Casale del Castellaccio". Il parcheggio è molto ampio, quindi difficilmente avrete problemi per liberarvi della vostra auto. Una volta scesi ci si addentra nei giardini della tenuta che ha diverse costruzioni attorno, in cui si lavorano i prodotti tipici. Il ristorante è posto in fondo al complesso ma, prima di arrivarci si possono facilmente scorgere i recinti in cui sono custoditi gli animali: capre, percore, cavalli ed un simpaticissimo asino che si affaccia spesso e si fa accarezzare.
La cucina: Ora andiamo al sodo, senza girarci intorno è sempre il perfetto connubio tra servizio, atmosfera, odori e sapori a fare di un ristorante "la tua isola felice". La nostra cena, nel suo piccolo, sarà il metro con cui misureremo il valore de "Il Casale del Castellaccio". Eravamo in quattro e, su consiglio del cameriere, abbiamo optato per aprire le danze con quattro antipasti di terra della casa. Dopo circa cinque minuti al nostro cospetto sono arrivate diverse portate d'assaggio: due varietà di formaggio tipico, di cui una piccante; delle verdure grigliate, prosciutto, salame, bruschette al pomodoro e con affettato. Non trabordante come in altri luoghi, ma assolutamente genuino, squisito in ogni piatto.....insomma, consiglio azzeccato! Come primo, desiderosi di farci male anche con i secondi, abbiamo ordinato tagliolini ai funghi porcini e ravioli con ripieno di capriolo al sugo di melanzane e porcini. Anche sui primi, oltre che particolari anche molto abbondanti, l'impressione è stata ottima. Per secondo siamo passati alla tagliata per tre persone, di cui una classica alla brace e due condite ai funghi porcini; queste ultime in particolare abbondanti (nel senso del peso e della grande quantità di funghi sopra), morbide ed eccellenti nel sapore. Raramente ho mangiato della carne così buona ed altrettando di rado l'ho fatto con assoluto gusto, malgrado fossi strapieno. Abbiamo poi preso due dolci, che ci siamo divisi.....pur non sapendo dove raccogliere le ultime forze. Il conto è stato di 165 euro, circa quaranta euro per persona; ma, visto che abbiamo ordinato l'impossibile, dall'antpasto al dolce, e ci siamo mangiati chili e chili di squisitezza....è ben più che onesto ed io ancora penso e ripenso a quella mitica tagliata.........voto 9!
CASALE DEL CASTELLACCIO
Via di Castel Campanile 581
Zona Palidoro-Roma
Tel 06-61697654

Amarcord....ragazzi....

I Pezzi Grossi a pranzo...

La cucina mi piace ed amo viaggiare, esplorare, scoprire posti nuovi e la gente che li anima. E' anche questo lo scopo di questo blog. Devo però ravvisare, che a volte tutta questa passione scade a seguito del comportamento di certe persone che, come me, sono sedute ad un tavolo e condividono il piacere di un ristorante. Dirò di più, due frasi opposte nella fattispecie: la prima, quella buona.....è che l'Italia è sinonimo di buona cucina e l'italiano è un grande buongustaio, forse il migliore al mondo, senza eguali; la seconda, paradossale, è che a volte mi vergogno di essere italiano e comprendo le radici di alcune estremizzazioni che gli stranieri fanno del nostro popolo. Mi spiego meglio, e premetto che questa è la prima volta che ne scrivo, ma non è la prima volta che ne sento....
L'altro giorno ero a pranzo in un noto locale della costa tirrenica, a Santa Marinella per intenderci, completamente affollato, d'altronde era il sabato-vigilia di Pasqua. Quando intendo affollato, voglio dire pieno fino all'osso....dove già si è fortunati a trovare un posto per sedersi, senza attendere o tentare altrove. Il servizio è stato ineccepibile, i tre ragazzi al lavoro gentili come non mai e non si è atteso nulla, nemmeno per l'ordinazione. Si siede nei miei pressi un signore ben piazzato ed abbastanza dimesso, con relativa compagna (premetto che ci si trovava in un noto ristorante di pesce e cucina marinara) ed ordina una pasta al pomodoro e lei un piatto di gamberoni, senza antipasti o null'altro. La pasta arriverà dopo venticinque minuti, un tempo normalissimo considerata la folla. Ebbene questo signore ha stuzzicato il cameriere dicendo che "se ci mettevano mezz'ora per una pasta al pomodoro, meglio non immaginare il resto....."(e la sua faccia era quella di un biasimo bieco e scostante)
A questo punto farei delle considerazioni personali:
Ma che bisogno c'era di mortificare un ragazzo ed un servizio in questo modo? La pasta al pomodoro forse non va bollita? Se si vuole una pasta al pomodoro in un ristorante di pesce pieno zeppo e nell'ora di punta in dieci minuti.....perchè non pensare di andare in una tavola calda senza seccare gli altri? Ci vuole del rispetto quando si sta in mezzo alla gente e questo vale sia per i ristoratori, sia, come in questo caso ,per chi si siede a tavola, sennò è semplice.....SI RESTA A CASA O SI VA DA MAC DONALD'S CI SI METTE IN FILA, SI ASPETTA IN PIEDI E SI MANGIA UN BEL BIGMAC (CHE E' IL MIO PREFERITO, OLTRETUTTO). Ma ovviamente non è finita qui, altrimenti scriverne sarebbe stato eccessivo. Il ragazzo del locale, senza rivolgersi al signore, ma parlando al cameriere ha dato la giusta spiegazione tecnica della faccenda: Quando c'è tantissima folla, potrebbe capitare di attendere una mezzoretta anche per una Margherita in Pizzeria ( a chi non è capitato?). Questo, aggiungerei io, perchè non si è soli, c'è anche tanta altra gente prima di noi che, come noi, ha il diritto di mangiare. A quel punto però il signore, adirato, ha invitato quel ragazzo a portarsi nel retro del locale perchè gli avrebbe spiegato due o tre cosette su chi era lui ("tu non sai con chi hai a che fare, tu non sai chi sono io"). Il ragazzo ovviamente non ha acconsentito, evitando di dare spettacolo di fronte tutti i clienti, grotteschi testimoni di questo scempio di bassa cultura Vicereale....in un paese che si chiama Italia (De Roberto docet). Prima di andar via il signore ha poi continuato a ribadire che quel ragazzo aveva mancato di rispetto, continuando a dire "tu non sai chi hai di fronte, tu non sai chi sono io". Sarà stato un pezzo grosso? Avrà promesso ritorsioni? Questo non lo so, ad ogni modo, valutando tutte le variabili è lecito aspettarsele. So che quel ragazzo era stato gentile, cordiale con me, con altra gente e con quel signore e che non aveva mancato di rispetto a nessuno o detto parole di scortesia. Aveva semplicemente dato una spiegazione tecnica ( e logica oseri aggiungere) ad una bieca insinuazione. Se in questo paese non si può nemmeno rispettosamente replicare, per paura di fare adirare i pezzi grossi.....m'immagino dove si andrà a finire. Bisogna rispettare la gente che lavora, ed in questo momento più che mai la GENTE GIOVANE CHE LAVORA. Ripeto, non è la prima volta che assisto o che vivo in prima persona situazioni del genere, anche per via del lavoro che faccio.Per fortuna ci sono le autorità che ci tutelano da casi come questo. Piena solidarietà, in questo caso, ai ristoratori o comunque a chi lavora in questa a volte piacevolissima, altre volte infernale attività di somministrazione. Dotatevi di impianto di videosorveglianza e quando fanno così chiedete che si qualifichino quando si atteggiano a pezzi da novanta e poi mandate tutto ai Carabinieri, ai giornali ed a Striscia la Notizia.....credo che immediatamente i palloni si sgonfieranno! Cambiamo queste retroguardie vassalliche che infestano l'Italia!

Bella Napoli (Roma)

Bella e Bona!!!!

Recensione quasi scontata, ma siccome nella vita mai dare nulla per scontato; eccomi a scrivere del mitico Ristorante-Pizzeria "Bella Napoli". La scontatezza risiede tutta nella premessa, ovvero "se vi piace il pesce e siete a Roma non potete rinunciare ad una visita in questo locale di antichissima data, sito in zona Prati". Vi dirò di più, secondo me, assieme al locale che recensirò nella prossima scheda, "Bella Napoli", rappresenta ad oggi il massimo della cucina marinara in tutta la città di Roma, riuscendo ad abbinare con sapienza ed eccellenza pesce fresco, ricette tipiche marinare ed ottimi sapori molisani e romani, nel contesto di una cucina mai comune e sempre di qualità. Ciò si deve alla sapienza ed all'esperienza dei tre gestori, Luigi, Dario e Michele, ormai da quai tre decenni alla guida del locale, come si evince dettagliatamente dal sito del locale http://www.ristorantebellanapoli.it/, che vi invito a visitare. Ma andiamo alla cucina del ristorante, tralasciando solo per motivi di spazio, l'ottima Pizzeria ed il menù di terra (anch'esso ricco quasi quanto quello di pesce). Si parte con dei classici antipasti a base di frutti di mare: cozze, vongole oppure ostriche. In alternativa ci sono gli invitanti affumicati, come il pescespada ed il salmone, giusto per intrigare l'appetito in attesa dei primi. Ed ecco ora giungere la ricca scelta dei primi piatti, in cui si alternano tipiche portate della tradizione marinara, con classici incroci terramare, anch'essi decisamente conosciuti all'interno della rinomazione del locale. Si può per esempio optare per un sicuro piatto di spaghetti alle vongole veraci (veraci, non lupini!), altrimenti per dei bombolotti gli scampi, per delle linguine al pescespada (rare da trovare in un menù e, come non mai, in grado di mettere d'accordo gli ospiti) oppure, come ho fatto io, per delle fettuccine all'astice, in cui porzioni della bestia tenagliata circondano fumanti il cerchio del piatto! Ottimo, ed abbondante, proprio quello che ci vuole nelle serate giuste! Tra gli incroci terramare, spiccano i ricciarelli gamberi e rughetta (classica ricetta), oppure le sagnette frutti di mare e fagioli. Per secondo consiglio due piatti in particolare, sinonimo di MARE nel vero senso della parola e molto difficili da trovare e mangiare altrove, quindi pronti ad incorniciare l'esperienza, ordinate "Coda di Rospo alla San Benedetto" od un bel "Fragolino" ai ferri (non Pagro, non Pagello, non roba atlantica) e soprattutto, malgrado l'altissima disponibilità e serietà del servizio, spinateveli da soli: solo così riuscirete ad assaporare veramente un pesce che merita di essere degustato anche nelle sue parti più insignificanti, in genere tralasciate (per ovvie ragioni) nella fase di spinatura al servizio. Completano il menù dei secondi Frittura Mista, Rombo al Forno, Pescespada, Spigola all'Acquapazza, Mazzancolle al Cognac....insomma chi più ne ha più ne metta, il cliente ha tutti i motivi per sentirsi piacevolmente in difficoltà! Chiude il pasto un vastissimo assortimento dolci, che v'invito a visionare direttamente sul sito prima citato, seppure....io opterei sempre per un sacrosanto sorbetto, ultimo tassello per una cena da non dimenticare!
Malgrado la disponibilità di 200 posti, consiglio sempre la prenotazione: è meglio per loro, è meglio per noi!
Prezzo medio 35 euro.
SCHEDA:
NOME: Ristorante Bella Napoli
INDIRIZZO: Via Simone de Saint Bon 51/61
TELEFONO: 06.37518016
CHIUSURA: Lunedì

Nuraghe Sardo (Roma)

Ajooooo!!!!!!!!!

Ottimo ristorante a due passi da Piazzale degli Eroi, lungo Via delle Medaglie D'Oro, nella direzione di Montemario. Ci sono andato più volte, la prima , nel 2007 e rimasi molto soddisfatto, ma un pò perchè era Settembre e di pesce ne avevo provato tutta l'estate, in ogni salsa ed un pò perchè avevo una certa, impedente fretta....non lo misi in cima alle mie priorità di desiderio. Alla mia seconda visita, nel 2008, invece le circostanze più aggradanti ed una maggiore disponibilità di tempo da dedicare all'approfondimento ed alla degustazione, mi hanno fatto ricredere in meglio, arrivando a considerare questo locale come uno dei migliori di Roma nell'ambito della cucina del pesce. In attinenza, posso anche confidare, che bramo sempre di ripetere una mitica cena romantica che vi feci, resistendo (e fu dura!) dall'antipasto, sino al dulcis in fundo, ovvero la seadas....che mangiata! Quella sera il Nuraghe fu imbattibile e nessun ristorante sarebbe stato in grado di competervi. Per questo mi stupisco quando leggo a volte delle ingiuste e pretestuose critiche su internet.....le cui motivazioni sono lontane anni luce dalla realtà, se non, francamente incomprensibili. Ma andiamo al sodo e cominciamo a parlare del locale vero e proprio, in cui non appena si entra, sta in bella mostra una vetrina con tutti i pesci freschi di giornata tra i quali sarà possibile scegliere il proprio. Una volta addentrati all'interno, si noterà una certa varietà di locali, che danno l'idea di una tipica osteria romana, ma non è del tutto così. Infatti alla fine c'è anche un salone più grande e quello che a prima vista sembrava essere un ristorantino, in realtà vanta oltre 100 posti al chiuso, a cui si aggiungono quelli di una verandina esterna, nei mesi più caldi.
Ed ora la sostanza di questa recensione. Per iniziare consiglio non solo di non oltrepassare o trascurare l'antipasto, bensì di abbracciarlo in toto. Poco dopo aver spezzato un'invitante lastra di Pane Frattau, ed aver visto od assaggiato in rassegna una ricca varietà di salamini sardi, la scelta giusta è il loro "Antipasto Misto di Mare", in cui Sardegna e cultura marinara danno il meglio di loro. Davanti alla vostra vista arriveranno in sequenza piatti di cozze, vongole, lumache di mare, insalata di mare, gamberetti e zucchine, un assaggio di "Fregola con le Arselle" (che sono un tipo di vongole, questo è un piatto tipico sardo), polpo ed insalata di mare. Non pago di tutto ciò, volli ordinare per antipasto anche un piatto che mi assaporai con piacere anche la prima volta che ci andai: "I Cannolicchi gratinati al forno". Ottimo. Per primo poi ho ripiegato su un buon piatto di Spaghetti alle Vongole in bianco, giunti in fiamminghetta ed in porzione più che generosa....molto gustosi; insomma non la solita base di aglio, olio, peperoncino e frutti di mare. Superare questo luogo comune, a mio avviso, è la prova del nove per un ristorante. Se un primo alle vongole è saporito al punto giusto e sa di vongole anche la pasta, ecco che non si potrà che parlarne bene....ed il Nuraghe insegna anche in questo. Ineccepibile.
In alternativa la mia amata commensale ha ordinato i Ravioli di Pesce, un piatto molto delicato e dai sapori particolari, che consiglierei anche a chi non ama particolarmente il mare o vederne troppe sue creature sul piatto. Dopo qualche bicchiere di Vermentino, per secondo c'è la solita scelta del pesce di giornata, a cui si aggiungono Spigole, Orate o Rombo; oppure una bella grigliata mista ove compaiono copiosi anche calamari e crostacei in porzioni maxi, assoluto godimento per la vista! Se vi andasse la carne, invece, visto che qui c'è una parte di Sardegna, una bella porzione di tenero Maialino o Porcheddu che dir si voglia, è assolutamente la scelta più appropriata. Chiude il pasto un'altro tipico prodotto sardo, la "Seadas", dessert ottenuto accostando pasta, scorza di limone, formaggio acido sardo (o "Pischeddu") con miele caldo, decisamente da assaggiare se vi rimane ancora qualche barlume di energia; altrimenti sarà per la prosima volta! Il servizio è tutto al maschile, competente, esperto e simpatico....giunti all'amazzacaffè un cameriere di origini abbruzzesi mi ha ricordato le bellezze della terra dei miei antenati! Ci sarà sempre un posto per il Nuraghe nel cuore di Chefpoint. Prezzo medio, 35 euro, onestissimo e se te ne vai con la pancia piena....ti sembrerà pure meno del previsto. Prenotazine consigliata. Non ha sito internet, o meglio, io non sono riuscito a trovarlo....
SCHEDA:
-NOME: Nuraghe Sardo
-INDIRIZZO: Via delle Medaglie D'Oro 50/a
-TELEFONO: 06.39736584
-RIPOSO: Mercoledi